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Nel mondo della fantasia

racconto umoristico

Ugone e la erre

Luigi Malerba, Storiette, Einaudi


Un giorno mentre Ugone stava parlando con un amico arrivò una ventata e gli portò via la erre. Stava giusto dicendo “ti voglio vedere presto” e gli uscì dalla bocca “ti voglio vedé pesto”. L’amico si offese moltissimo e andò via senza salutarlo.

Un altro giorno Ugone andò dal macellaio per comprare “un chilo di carne” e disse invece “un chilo di cane”. Ugone era disperato perché parlava e voleva dire una cosa e ogni volta gliene usciva un’altra. Diceva “gratto” e gli usciva “gatto”, diceva “Carlo” e gli usciva “callo”, diceva “bruco” e gli usciva “buco”, diceva “rotto” e gli usciva “otto”, diceva “corto” e gli usciva “cotto”, e via così. I suoi amici incominciarono a pensare che Ugone si ubriacasse e qualcuno disse invece che era diventato matto.

Ugone andò in giro per la città a cercare la sua erre e fece mettere anche una inserzione sul giornale promettendo una lauta mancia, ma nessuno si fece vivo. Allora decise di rubare la erre da una iscrizione di marmo che diceva “Via del Corso”. Rubò la erre e la scritta diventò “Via del Coso”. Quelli che la leggono non capiscono e se capiscono si mettono a ridere.