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Il riassunto

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1  Leggi la storia.

Il lupo senza fiuto

Noemi Vicini, 365 storie, Fabbri

Tanto tempo fa, quando gli animali non erano proprio come ora, si incontrarono il lupo e il cane. Il lupo disse una cosa a cui pensava da tempo:

– Voglio farti una proposta, cugino. Hai mai sentito citare quel detto “Io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”? Ebbene: se tu mi cedi il tuo fiuto, ti darò in cambio la mia velocità.

– Va bene, ci sto – disse il cane.

Il lupo gli dette la sua velocità e allungò il naso per ricevere il fiuto.

Ma il cane, appena ottenuta la velocità, ne fece uso: scappò come il vento, senza dare nulla in cambio. Il lupo rimase con un palmo di naso, ma senza fiuto. E così è rimasto da quel tempo lontano.

2  Ora leggi il riassunto della storia, confronta i due testi e poi rispondi.

Il lupo senza fiuto

Tanto tempo fa il lupo disse al cane che gli avrebbe dato la sua velocità se lui gli avesse dato il suo fiuto. Il cane accettò, ma appena ebbe la velocità scappò via senza dare nulla al lupo.

Il lupo rimase senza fiuto e così è anche oggi.

  1. a. Che cosa manca nel riassunto?

       Alcuni personaggi.

       Le parole dei personaggi.

       Alcune azioni.

       Alcune informazioni non indispensabili.

  2. b. La storia si capisce ancora bene?

       Sì.

       No.

3  In questa storia sono state cancellate le informazioni non indispensabili. Utilizza le informazioni rimaste per scrivere un breve riassunto.

Il cane grande e il cane piccolo

In una bella casa di campagna c’erano un cane grande e un cane piccolo. Il piccolo, diceva la padrona, era un cane da salotto, e stava dappertutto. Stava perfino a tavola e dava baci alla padrona e ai padroncini. Tutti lo coccolavano e gli davano cosine buone da mangiare.

Il cane grande era un cane da guardia. Stava in giardino e difendeva la casa dai ladri. Era geloso per come era trattato il piccolo. Si chiedeva perché a lui davano gli ossi e al piccolo cibi prelibati.

Alla fine pensò che fosse per i baci, i bacetti che il piccolo dava sempre alla padrona. Decise di farlo anche lui. Si avvicinò alla padrona e la leccò in viso, ma la padrona si mise a urlare e lo cacciò.

       

4  Leggi il testo e continua a cancellare le informazioni non indispensabili. Utilizza le informazioni rimaste per scrivere un breve riassunto.

Musica per le nozze

Una ricca rana stava preparando le nozze del suo figliolo. Voleva una cerimonia con i fiocchi, ma non sapeva come fare con la musica. Un’amica le disse che sarebbe stato piacevole ed elegante far cantare l’usignolo. L’usignolo accettò. Disse che avrebbe cantato tutta la notte. Erano bellissime notti di luna, che lo ispiravano. La ricca rana chiese all’usignolo quanto voleva essere pagato. L’usignolo rispose che non voleva nulla, che lui il suo canto lo dava gratis, ma esigeva che, mentre lui cantava, ci fosse silenzio e tutti stessero ad ascoltare.

Allora la rana si arrabbiò, disse all’usignolo che era un presuntuoso, che lei non poteva dire ai suoi invitati di tacere e che, se a lui dava noia il loro gracidio, rinunciava alla sua musica e tanti saluti.

E alla fine fu trovato un facile rimedio. La ricca rana ingaggiò un complesso rock, che più baccano gli facevano intorno, più era contento.

Una ricca rana voleva della musica per le nozze del suo figliolo. Un’amica le suggerì