La vita lungo il fiume

Storia

Le civiltà dei grandi fiumi   Gli Egizi

La vita lungo il fiume

La semina

Ogni anno, tra luglio e ottobre, a causa delle piogge abbondanti sui monti, il fiume si ingrossava e le sue acque inondavano i terreni circostanti. A novembre l’acqua del Nilo si ritirava e la terra umida e resa fertile dal limo era pronta per essere seminata. Da novembre a febbraio i campi venivano invasi da uomini, donne e bambini. Queste persone si dedicavano alla semina prima che il terreno, sotto i caldi raggi del sole, si indurisse di nuovo.

  Le piene del Nilo

I lavori agricoli

Quando l’acqua del fiume si era ritirata era anche il momento di risistemare gli argini, ricostruire le dighe danneggiate dalla forza della piena, ripulire i canali.

Gli Egizi avevano costruito un ricco sistema di opere idrauliche per conservare e distribuire l’acqua del Nilo quando il livello del fiume era insufficiente per irrigare i campi. Costruivano dighe che servivano per formare laghetti artificiali. Questi laghetti erano una riserva d’acqua. Costruivano canali con argini per raccogliere l’acqua in eccesso e portarla nei campi più lontani dai fiumi dove la piena non era arrivata.

  Lo shaduf

Il raccolto

Dopo qualche mese, quando le messi erano mature, era il momento della mietitura (tra marzo e giugno): gli uomini si sparpagliavano con le falci nei campi a tagliare le spighe e le donne dietro con le ceste raccoglievano quelle cadute in terra. Poi il raccolto veniva ripulito dalle impurità e messo nei magazzini. Una parte dei chicchi veniva conservata per la semina dell’anno successivo.

  Gli Egizi: vita in campagna

Le immagini di questa pagina provengono da una tomba egizia e rappresentano due momenti del lavoro dei contadini. Quali sono?

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