L’arte della scrittura

Storia

Le civiltà dei grandi fiumi   Gli Egizi

L’arte della scrittura

Gli Egizi inventarono una scrittura fatta di centinaia di disegni, chiamati geroglifici, che significa “segni sacri”, perché si riteneva che fossero un dono degli dei. Ogni disegno poteva indicare una cosa (pittogramma), o un’idea o un’azione (ideogramma).

Si scrivevano sia da destra a sinistra sia da sinistra a destra. Per riconoscere il verso giusto basta osservare dove guardano gli animali e gli esseri umani rappresentati: sono sempre rivolti verso l’inizio della riga. Questo tipo di scrittura, molto complicata, veniva usata soprattutto sui monumenti, sulle pareti delle tombe o dei templi, o nei documenti ufficiali.

Per registrare le merci o i tributi si usava una forma di scrittura più semplice: la scrittura demotica. In questo tipo di scrittura i disegni elaborati della scrittura geroglifica erano ridotti a linee molto più facili e rapide da tracciare.

  La lavorazione del papiro

Lo scriba

Ogni attività che riguardava l’amministrazione del regno e delle risorse era sempre registrata dallo scriba.

Lo scriba conosceva la scrittura con cui annotava con cura la quantità di grano seminato, quella raccolta, la sua sistemazione nei granai, il numero di bestie nelle stalle… Niente sfuggiva a questo funzionario, che svolgeva questo lavoro per il faraone.

Per diventare scriba bisognava seguire un percorso di formazione molto lungo in scuole specializzate dove si imparava la difficile arte della scrittura. Gli allievi passavano ore e ore a imparare testi a memoria, a leggere, a scrivere e solo i migliori proseguivano gli studi.

Gli scribi erano ben pagati, stimati da tutti e avevano un ruolo importante nella società.